Parrocchia Ss. Martino ves. * Antonio ab.Ferno (Va) |
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- l'Acacia -
Albero od arbusto di origine africana ed
australiana, della famiglia delle Mimosaceae.
Il genere robinia è di pretta origine
americana: le sue circa venti specie si trovano tutte nell'America
del nord e centrale, mentre nel nostro continente è presente solo la
"falsa acacia", cioè la Robinia pseudoacacia. Le doti ornamentali di
alcune forme di robinia sono il motivo della sua diffusione in
Europa; pare che vi sia giunta all'inizio del secolo XVII inviata a
Jean Robin, erborista del re Enrico IV di' Francia, e più tardi
Linneo denominò il genere riferendosi al cognome Robin.
Il simbolismo dell'acacia si perde nella
notte dei tempi. E così, troviamo riferimenti all'albero dell'acacia
nelle antichissime iscrizioni sacre sulle tavolette di argilla
scoperte a Nippur in Babilonia. Secondo la Bibbia l’Arca della
Alleanza era in legno di acacia dorato: nel 37 capitolo del libro
dell'Esodo, si legge che: "Poi Besaleel fece l'arca di legno
d'acacia … La rivestì d'oro puro di dentro e di fuori, e le fece una
ghirlanda d'oro che le girava intorno " ... "Fece anche delle
stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro. Va ricordato inoltre che, secondo la leggenda, il roveto ardente attraverso il quale Dio si presentò a Mosè, era un'acacia. Una tradizione vuole che la corona di spine del Cristo fosse di spine d’acacia. In questo caso esse hanno avuto un ruolo di raggi luminosi collegandosi a un simbolismo solare. Appare chiaro così il valore sacro che, già migliaia di anni fa', gli Ebrei attribuivano al legno di acacia ("shittah" nella loro lingua), legno incorruttibile, l'unico degno di contenere le Tavole della Legge, ossia il patto fra Dio e l'uomo, e con il quale era pure costruito l'Altare ed il Tabernacolo e tutti i suoi vari accessori.
Va osservato in proposito che il Libro
dell'Esodo racconta l'uscita degli Ebrei dall'Egitto e questo ci fa
dedurre che la particolare considerazione del legno dell'acacia era
stata ereditata dalle ancora più antiche tradizioni della civiltà
dei Faraoni. Nel mito osirideo, Iside, sorella-sposa di Osiride, ricerca il corpo dell'amato sposo che era stato ucciso dal fratello Seth e quindi fatto in pezzi. Ritrovate le membra disperse le ricompone in una bara di legno d'acacia facendolo così rivivere. In India la tazza sacrificale (sruk) attribuita a Brahama è in legno d’acacia. Va anche ricordato che i fuochi sacri venivano fatti con il legno di acacia e di acacia erano fatte le pire sulle quali, nell'antichità, venivano cremati i cadaveri dei re e dei sacerdoti.
Ovunque, perciò, l’acacia, un albero dal
legno duro, dai fiori profumati e dalle spine pericolose, è legata a
valori religiosi, è un supporto al divino. L’acacia è simbolo di rinascita un poco dovunque, probabilmente questo è dovuto alla durezza e resistenza del suo legno, la forza e perennità di questo porta al concetto della vittoria della vita sulla morte, per cui simboleggia saggezza e rinascita, oltre che il legame tra il mondo visibile ed il mondo invisibile. Come Cristo, agnello di Dio resuscita, così il cristiano, aiutato dalla grazia del battesimo, dovrebbe operare in sé una trasformazione che comporti la morte di vizi e passioni per ottenere una rinascita, e l'acacia, con i suoi fiori, ben rappresenta la luce raggiunta grazie a questo lavoro su sé stessi.
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