Parrocchia Ss. Martino ves. * Antonio ab.Ferno (Va) |
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- la Quercia - La quercia è un albero alto fino a circa 35 metri ma esemplari isolati possono raggiungere anche i 40 metri ed è una pianta molto longeva che raggiunge e supera i 500 anni. La chioma è irregolarmente ovale, globosa e molto ampia, con macchie dense di foglie che si interrompono, lasciando penetrare la luce. E’ per questo motivo che nei boschi di querce cresce sempre un sottobosco, ricco di arbusti. Il tronco è robusto e ramoso con rametti glabri. La corteccia è grigio-verde e liscia da giovane, spessa, solcata da lunghe fessure longitudinali da vecchia.
Il
tronco produce un legname pregiato: il “Rovere”; la quercia viene
anche usata come ornamento nei giardini. Sui rametti, sulle foglie o
sulle gemme delle querce può capitare di trovare delle galle, cioè
escrescenze di aspetto legnoso che hanno forme diverse: a sfera, a
cappellino, a stella. Le galle sono reazioni che la pianta ha quando
viene punta da certi insetti. Frequente nell’Europa centrale dove
forma dei boschi, la quercia è diffusa in tutta l’Europa fino al
Caucaso, è una pianta tipica della Pianura Padana ed è diffusa in
Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali dove cresce dal
mare alla zona montana. Forma boschi da sola o mista ad altre specie. Ormai dei boschi originari restano tre aree protette: il Bosco della Mesola, vicino al delta del Po, il Bosco della Fontana (MN) e i boschi del Parco Regionale del Ticino (PV). La Pianura Padana ospitava, molti secoli fa, immense foreste di querce che sono state progressivamente abbattute per farne legname da costruzione. Il legno è utilizzato per mobili di pregio, botti, per produrre carbone di qualità e come combustibile. Nella corteccia c’è il tannino che viene utilizzato per conciare pelli. Le ghiande sono un ottimo alimento per i suini. In epoca medievale i contadini allevavano in modo massiccio i suini; i servi della gleba avevano permesso di portarli a pascolare nei boschi del feudatario dove potevano cibarsi delle ghiande cadute al suolo. Questo uso era tanto importante che si arrivò a valutare il valore di un bosco in base al numero di suini che riusciva a nutrire. Nei miti e nelle tradizioni la quercia dava l’idea di forza. Il termine quercus deriva dall’antico celtico che significava "bell’albero"; robur significa "forza" perché questo albero è difficile da abbattere senza strumenti adeguati. Robin Hood, ad esempio, viveva nella foresta di Sherwood, una foresta formata da querce che ricopre ancora oggi gran parte della contea di Nottingham. I Greci e i Romani consideravano la quercia sacra: Zeus aveva la quercia come simbolo accanto al fulmine e all’aquila. Si dice inoltre che Zeus abbia sposato era in un querceto. Si narra che la prua dell’Argo, la nave degli Argonauti, fosse fatta con un pezzo di quercia sacra tagliata dalla dea Atena. Il colle di Roma, il Campidoglio, consacrato a Giove, pare fosse ricoperto di querceti. Il ramo di quercia era per i Romani simbolo di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza. Un ramo di quercia compare nell'emblema della Repubblica Italiana. Rappresenta la grande forza spirituale e la magia della terra; è simbolo di nobiltà di scopi e di indipendenza. La quercia, fin dall’antichità, è citata, quasi universalmente, come simbolo della forza, della perseveranza, della lealtà, della virtù eroica e invincibile, della maestosità e di lunga vita.
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