Parrocchia Ss. Martino ves. * Antonio ab.Ferno (Va) |
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- La Vite - Dalle origini della civilizzazione questo particolare frutto ha ricevuto dall’uomo la più grande venerazione, fino a dedicargli uno specifico protettore divino, Dionisio per i Greci e Bacco per i Romani. La vite, pianta della famiglia delle “vitaceae”, è originaria del bacino del mediterraneo, in una vasta zona compresa fra Europa, Africa del nord e Asia. La sua utilizzazione in Europa viene fatta risalire al 600 a.C., grazie al civilissimo popolo dei Fenici che, oltre all'aver provocato la prima meravigliosa scintilla della comunicazione, divulgando l'alfabeto, ha avuto il merito di introdurre anche la “vitis vinifera”. La sua coltivazione fu diffusa nelle regioni settentrionali dell'Italia probabilmente a opera degli Etruschi, come testimoniano le raffigurazioni di viti nelle loro tombe. Furono poi i Romani a trasferire la coltura della vite a tutte le popolazioni conquistate e fin dove il clima lo permetteva.
E’ chiarissimo il riferimento al Battesimo. “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla” (Gv. 15,5). Cristo si definisce la vera vite e noi siamo innestati in Lui. Ciò è avvenuto mediante il Battesimo. Noi cristiani, in quanto battezzati, siamo uniti a Gesù con un vincolo così profondo e vitale come è quello che unisce il tralcio alla vite. Il tralcio è un'emanazione, una parte della vite: tra le due cose scorre la stessa linfa. Ciò che hanno in comune il tralcio e la vite è la linfa. Gesù è la vite e la linfa scorre tra noi e lui: non si potrebbe pensare a un'unità più intima. Sul piano spirituale, questa linfa è la vita divina che ci è stata data nel Battesimo: lo Spirito Santo; per questo i frutti che noi produciamo sono i frutti dello Spirito Santo.
Anche il vino è ed è stato
sempre un elemento simbolicamente molto forte per la religione
cristiana e poi per quella cattolica. E’ una immagine positiva
poiché Dio dà il vino che allieta il cuore dell’uomo: è simbolo
della gioia di vivere e quando il Signore offre agli assetati acqua
e vino concede loro, insieme con la vita, anche la gioia e la
speranza di una felicità eterna. Il vino è simbolico per
l'evoluzione dell'anima. Quando il sé cambia in qualcosa di diverso da ciò che era prima, è come se l'anima fosse nata di nuovo: questo è visto nell'uva che cambia in vino. L'uva, tramite il cambiarsi in vino, vive; come uva sarebbe sparita col tempo.Soltanto cambiando in vino, l'uva perde la sua individualità e, tuttavia, non la sua vita.
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